Sii in questo mondo come un semplice passante (Frammento di Hadit). Non bisogna essere spaesati (P. Gobetti).
Babsi Jones
Bcn-it
Bon vent i barca nova
Contorno scrive
Deli
Ghirigori Baumann
Incercadiutopie
La cullera elèctrica
Marpet
Pesci di nebbia
Profunghi
Tristan Bantam
Veradafne
visitato *loading* volte
Ho sempre avuto un debole per le ballerine; quell’irrompere muto nello spazio e nel tempo, cercandone i confini. Il vento freddo di questi giorni, che da ponente s’è spostato più su maestrale e tramontana, ha ripulito il cielo, che oggi è raggiante e gelido al di là della finestra dell’IIC-B. Gli studenti del corso intensivo del sabato stanno facendo l’esame; l’enciclopedia di S9 scivola ormai sulla erre (siamo passati oltre un piccolo qui pro quo sulla polución che, invece di inquinamento, qualcuno dalle parti di Buenos Aires, con qualche ricordo di gastronomia italiana ereditato dal nonno, aveva tradotto con polluzione) e corre veloce verso il fondo dell’alfabeto: s’intravedono in lontananza Zanzibar, montagne di zucchero e uno zuzzurellone.
Lo zuzzurellone vorrei essere io, traductor-profesor, andare a zonzo per qualche giorno lontano dalle parole. Osservare i corpi dei concittadini e cancellare suoni e rumori. Un esercizio d’igiene mentale o una traccia di follia? (Cercandone i confini...). Intuire la danza delle parole che cadono come piume o pietre sull’asfalto, abbandonate dal vento che d’improvviso è cessato, come semi in primavera ed estate.
Se son rose, fioriranno.
Fine
Il Poble Nou, o Pueblo Nuevo, era il quartiere delle fabbriche, degli operai, delle società di mutuo soccorso, dei sindacati, dell'epopea rivoluzionaria degli anni trenta barcellonesi. Certi edifici -capannoni e case- mi sembra disegnino ancora sulle strade e sui visi ombre d'inizio secolo, d'un'altra industrializzazione. Ma ovunque crollano, uno dopo l'altro, lasciano il posto a nuove lucine industriali -grafica, design, ricerca (ma che cazzo cercano?)- o diventano loft, parola che ha il suono di una scoreggia non rumorosa. La modernità fa loffe soft.
Ricordo qualche anno fa -pochi anni fa- qualcosa che non c'è più. Magazzini e piccole fabbriche di mattoni anneriti e ferro arrugginito. Lì l'Università farà. Laggiù il Consorzio farà. Su quel terreno la Fondazione farà. Di quel capannone il Municipio farà. Hanno tutti voglia di fare, pur di non guardare.
Oggi, sulla Rambla del Poble Nou, il vento era ancor più freddo di ieri. Mi ha portato a frugare in un'eco lontana, soffiava sulle ombre.
A furia di spalare parole, da sopra a sotto, da sotto a sopra, la testa si confonde e finisce sottosopra. A furia di corse, di pensieri, di sbagli, di riprovaci ancora, suvvia. A volte serve a niente invecchiare. Si confondono solo i sogni e le lingue, la vista affaticata sovrappone le lettere e non capisci cosa c'è scritto. A volte serve a niente studiare. Né lavorare, a parte per il pane, il caffè e il vino.
Il vento gelido di ponente era carico di stanchezza oggi. Lungo la Rambla del Poble Nou, ho visto giacche troppo leggere strette sulle spalle, qualche sciarpa fin sopra il naso, occhi frettolosi. Mi piace il Poble Nou, mi piace l'aria che tira in quel quartiere. È un'altra città. Forse è un posto più adatto del centro per invecchiare.
Sulla Rambla del Poble Nou vorrei andare
con la bella sottobraccio verso il mare
e dire ohi, a mí ancoi em fa mal la schina,
a ti 'dco et fa mal, mia vecchia ballerina?
Che da vecchi si torna a parlare davvero, in dialetto. Magari quello di un altro, fa lo stesso.
I corsi volgono al termine, come un tramonto. Un altro. Oggi giornata di cielo coperto. Il raro brutto tempo, in città di mare, rasserena. Per altro è caduto appena qualche filo di pioggia: le nuvole sono rimaste tutto il giorno a guardare.
E noi a bocca in su.
L'enciclopedia di S9 è alla pi, annaspa tra penne, pesci e piante. Gennaio avanza lento, in salita. Piegato sul computer, poggiato in un angolo in metropolitana, in piedi alla lavagna. La cuesta de enero. I corsi volgono al termine come un tramonto. Un altro.
Si produsse un gran silenzio e il sangue delle vene mi prese a girare al contrario. Nel sogno tornavo a un deserto dove una donna col capo coperto scriveva caratteri in arabo su una lavagna. Una voce glieli dettava. Io osservavo. Per loro non c'ero. Il vento agitava la sabbia e scuoteva gli arbusti, i darvisci ruotavano, la mia vicina di casa francese ballava la pizzica salentina.
Il traduttore è sempre alle prese con un enigma. In più viene preso a male parole. Infedele alla patria degli uni e degli altri, infamato dai più a traditore, banditore o spia. Né carne né pesce, anfibio: rana e salamandra, trasformista. Alchimista, astrologo, carbonaro, massone. Indovino, falso profeta, quinta colonna, cacadubbi. Ibbudacaca, annoloc atniuq, ateforp oslaf, onivodni. Enossam, oranobrac, ogolortsa, atsimihcla. Erottudart erotidart.
Tacere. Fare il voto del silenzio, come i monaci benedettini. Magari imparare a fare giravolte su se stessi, come i darvisci rotanti. Una lucertola mistica sentimentale rotante. In letargo invernale.
Che poi proprio inverno pare non essere. Gli orsi e i ricci russi si sono risvegliati e non sanno che diavolo mangiare. In Inghilterra fioriscono le ortensie. Le foche e i pinguini hanno l'acqua alla gola. Cambiamento climatico, riscaldamento globale, effetto serra: ci è scappata un po' la mano, no?
Non sappiamo neppure più se preoccuparci davvero, e di cosa. Osserviamo smarriti il continuo gioco delle tre carte che ci propinano. Parole, parole, parole, cerca la verità, dov'è la verità?
All'inizio fu il vrb.
Verso la fine l'sms.
Dicono che da vecchi si torni bambini. Sarà per via dei denti radi, della parola incerta? Qnd r gvn. Qnd sr grnd. L'esperienza e l'innocenza hanno in comune la balbuzie? Forse per difendersi da noi grandi i vecchi e i bambini fanno i misteriosi.
acqua
almanacco di lino
analitica della precarietÃ
andalusia
aragon
balcani
botanica
castiglia
catalogna
città in costruzione
documenti
donne nude
far west
innesti
istanbul
levante
linguistica applicata
lleida
locandine
londra
max k
memoria
norte
nuovi lavori
poesie
porto saulo
ritorni
rivoluzionaria
sartamea
scritte sui muri
stralunati
sur
un bacio
viaggi